Creatività: sì o no?

slider1 Quando parlo con le persone di creatività, noto che ci sono due diversi atteggiamenti: c’è chi svaluta questa qualità e la considera inutile nella propria vita, e chi la reputa importante, ma la considera un privilegio di pochi. Da qui sorgono due domande e nasce il titolo di questo mio articolo “Creatività: sì o no?”, cioè:

1) Creatività è un privilegio di pochi: si o no?
2) Creatività serve a poco e a pochi: sì o no?

Sicuramente ti sei già dato delle risposte, continua a leggere e vediamole assieme!

Premetto che entrambe gli atteggiamenti citati all’inizio dell’articolo nascono da poca informazione sull’argomento, infatti le ricerche degli ultimi decenni hanno dimostrato sia l’importanza della capacità creativa – non solo in alcuni settori nei quali sembra ovvio, quali ad esempio l’ambito artistico, ma anche e soprattutto nella vita quotidiana, come forma di allenamento e di apertura mentale – sia che noi nasciamo con una notevole capacità creativa.

La maggior parte delle persone ha quindi un notevole potenziale creativo fin dalla nascita, ma perché allora esso è carente nella maggior parte degli adulti? cosa succede dopo la nascita? Molto semplice: fin dall’infanzia e ancor di più quando poi abbiamo iniziato il percorso di studi, siamo stati costretti ad adeguarci a norme, a sistemi che hanno soffocato il nostro spirito creativo, e poco per volta il senso del fantastico, la curiosità di scoprire e creare e la vivace immaginazione si sono assopiti in noi.

Lo psicologo francese Jean Piaget diceva:
“Se volete essere creativi, rimanete in parte bambini, con la creatività e la fantasia che contraddistingue i bambini prima che siano deformati dalla società degli adulti”.

Esagerato Piaget? No! Basta osservare l’approccio di molti adulti alla vita quotidiana per rendersi conto della diffidenza di questi ultimi nei confronti del pensiero creativo. Quante volte hai conosciuto persone (magari a volte tu!) pronte a criticare nuove idee appena sentite? Quante volte in una riunione, o parlando con colleghi nel tentativo di risolvere qualche problema hai sentito criticare pensieri, proposte perché “fuori dal comune”, perché apparentemente privi di agganci alla realtà? Eppure la storia è piena di esempi, di situazioni in cui dalle idee più folli sono scaturite le migliori soluzioni (e magari potremmo approfondire in un altro articolo)! I bambini, invece, sono curiosi, aperti alla scoperta, esplorano ciò che li circonda trovando relazioni tra cose che apparentemente non hanno tra loro nessun legame.

Prima buona notizia: tutti abbiamo un potenziale creativo, che magari si è atrofizzato, è forse un po’ fuori allenamento, ma la capacità creativa che abbiamo fin dalla nascita non si perde mai completamente, è solo sommersa dall’abitudine, bloccata dai nostri schemi mentali, ma c’è e si può allenare. Come si allena? Su questo sto preparando un nuovo ebook che prossimamente potrai scaricare dal sito! Se vuoi, però, puoi iniziare subito ad allenare la tua mente con una delle tecniche più potenti per sbloccare la creatività, che trovi descritta accuratamente (con esercizi pratici per migliorare!) nel mio ebook “Scopri i segreti della memoria: memorizzare testi e discorsi in pochi minuti”. Se non l’hai ancora scaricato, puoi farlo ora gratuitamente da qui: SCARICA GRATIS.

La seconda domanda che ci siamo posti all’inizio era: la creatività serve a poco e a pochi?

In una fase, come quella attuale, caratterizzata dalla crisi e dall’insicurezza parlare di creatività potrebbe ad alcuni (forse molti!) sembrare un’inutile perdita di tempo. Qualcuno, probabilmente, sta pensando, proprio mentre legge queste righe, che ci sono problemi maggiori, più urgenti dello sviluppare il proprio potenziale creativo, quali ad esempio il trovare un lavoro, o guadagnare di più, ecc. Eppure in questo periodo di grandi cambiamenti (cambia il modo di lavorare, cambia la preparazione che le aziende ricercano e richiedono, cambia il modo di produrre profitto…) è necessario partecipare a questo processo di cambiamento, per non farsi travolgere. Non serve a nulla ostinarsi a fare sempre le stesse azioni se oggi non sono più produttive, aspettando che forse un giorno torni tutto come prima, è necessario sapersi rinnovare, reinventare, essere più creativi per essere più flessibili. Vediamo assieme un po’ più nel dettaglio perché sviluppare la creatività:

– se siamo creativi è più facile fare cambiamenti verso nuove opportunità

– essere creativi consente di trovare nuove strade, nuove soluzioni per risolvere i problemi

– la creatività ci consente di vedere le cose da prospettive diverse

– essere creativi aiuta a lasciarsi alle spalle schemi di azione e pensiero abituali, ma ora improduttivi, e a metterne in atto di nuovi e più funzionali

– la creatività porta con sé la voglia di novità, di sperimentare, porta vitalità, energia

– essere creativi ci aiuta a trovare lo slancio necessario ad andare oltre a ciò che è “sicuro”, già collaudato, ci porta verso nuove strade che potrebbero rivelarsi migliori

Ecco, quindi, che in questo periodo storico più che mai la creatività diventa uno strumento fondamentale per gestire i cambiamenti e la crisi, ed è uno strumento che, se si ritiene di non possedere o di possedere poco, si può sviluppare… basta allenare la propria mente! Vuoi iniziare subito a sviluppare il tuo talento creativo? Scarica ora il mio ebook dove troverai la tecnica di associazioni di idee, una delle migliori tecniche di allenamento del pensiero creativo, inoltre registrandoti al sito verrai avvisato appena sarà pronto il nuovo materiale di allenamento per sviluppare la creatività!

  “Vedete, il telegrafo a filo è un tipo molto, molto lungo di gatto. Voi tirate la sua coda a New York e la sua testa miagola a Los Angeles. Lo capite questo? E la radio opera esattamente allo stesso modo: voi mandate i segnali qui, e loro li ricevono là. L’unica differenza è che non c’è alcun gatto.”

Albert Einstein (quando gli venne chiesto di descrivere la radio)

“La creatività è mettere in connessione le cose”

Steve Jobs

A presto,
Marta

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