“Ce l’ho sulla punta della lingua…”: cause, curiosità e strategie. 2

parola sulla punta della lingua

Ti è capitato di essere sicuro/a di conoscere il nome di una persona, di un oggetto o di un luogo, ma di non riuscire a ricordarlo? Questo fenomeno è comune a tutti ed è noto come Tip-of-the-tongue (TOT) o fenomeno “sulla punta della lingua“.

Cosa accade esattamente? L’informazione è presente nella tua mente, ma non è in quel momento accessibile.

Quali sono le cause? Sono stati fatti diversi studi sul fenomeno e sono state formulate varie teorie, vediamo assieme le più interessanti:

  • Teoria dell’ interferenza: secondo questa spiegazione non riusciamo a recuperare la parola a causa di interferenze da parte di informazioni simili, ma scorrette. Questa teoria venne supportata da uno studio di Jones e Langford del 1987: i due ricercatori fornirono ad alcuni soggetti una serie di definizoni di parole poco usate (parole obiettivo), subito dopo fornivano liste di parole che potevano essere collegate o meno (fonologicamente o semanticamente) con la parola obiettivo. Risultato: le parole collegate producevano più TOT di quelle non collegate, quindi bloccavano per interferenza il recupero della parola obiettivo.
  • Modello del deficit di trasmissione: una parola rimane sulla punta della lingua in quanto si attiva solo la rappresentazione semantica e non la rappresentazione fonologica. Lo studio di Lori E. James ha dimostrato, con un esperimento analogo al precedente, che una parola fonologicamente simile alla parola obiettivo ne aiuta il recupero. Secondo questa teoria se cerchiamo di recuperare il cognome della signora Viola potremmo ricordarci come si chiama leggendo o sentendo qualcuno pronunciare la frase “c’è una macchia violacea“.
  • Teoria dell’attivazione parziale: una parola diventa inaccessibile per un’attivazione in memoria insufficiente per il recupero. In questo caso per recuperarla serve un piccolo aiuto, ad esempio una parola simile dal punto di vista semantico o fonologico.

Ci sono categorie di parole più difficili da recuperare?  Gli studi hanno dimostrato che le parole usate meno frequentemente sono più difficili da recuperare rispetto alle parole più comuni, così come le parole astratte sono più difficili da recuperare di quelle concrete, infine i nomi propri (es. nomi di persona, cognomi, nomi di luoghi) sono più difficili rispetto ai nomi comuni.

Come evitare di ricascarci con le stesse parole? Quando si ha una parola sulla punta della lingua la maggior parte delle persone continua a pensarci, si sforza in tutti i modi per cercare di recuperarla… capitato anche a te? Bene! Ora sai esattamente cosa non fare! Secondo studi recenti: più a lungo si cerca di recuperare la parola e più è probabile che ci sfugga nuovamente in futuro; infatti è come se facendo i vari tentativi di recupero la mente “apprendesse a sbagliare”, cioè imparasse un meccanismo erroneo di recupero. Quindi la strategia migliore è cercare di recuperare l’informazione il prima possibile, magari con l’aiuto di qualcuno, o comunque smettere di pensarci insistentemente. Sicuramente qualche aiuto arriverà e ricorderai la parola. Una volta recuperata puoi anche ripeterla ad alta voce per aiutare a prevenire il fenomeno in futuro.

Che cosa ci rivela il TOT? Questo fenomeno ci dà informazioni preziose sul funzionamento della nostra memoria:

  • I ricordi non sono una copia esatta delle informazioni apprese, ma sono frutto di un processo di ricostruzione
  • le parole possono essere immagazzinate in diverse modalità: uditiva (pronuncia), visiva (ad esempio ricordare la lettera iniziale), e in termini di significato (ad esempio il confronto con parole che richiamano lo stesso concetto).
  • Un’informazione disponibile non è sempre accessibile. Infatti la parola sulla punta della lingua è un’informazione disponibile,  ma non accessibile in quel momento e quindi non recuperabile. Per questo usare le tecniche di memorizzazione aiuta a ridurre la frequenza dei TOT : immagazzinare un’informazione con un processo studiato appositamente, rende l’informazione stessa facilmente recuperabile in ogni momento.

Un suggerimento pratico per recuperare la parola sulla punta della lingua: Alain Lieury, professore di Psicologia generale all’università di Rennes,  nel suo libro “100 petites expriences de psychologie pour comprendre votre cerveau” (100 piccole esperienze di psicologia per comprendere il tuo cervello) sugggerisce: “Passa in rassegna tutte le lettere dell’alfabeto: la parola dovrebbe venirti in mente quando arrivi alla lettera corrispondente”.

A presto,
Marta

2 thoughts on ““Ce l’ho sulla punta della lingua…”: cause, curiosità e strategie.

  1. Reply Riccardo Donato Ott 3,2013 06:06

    Grazie Marta, articolo utile e “simpatico”. Da ieri non riuscivo a ricordare il nome di Nikole Kidman e……è arrivato! Buona giornata!
    Riccardo

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